Il principio della prova è misurare il modulo secante del campione applicando una forza di compressione assiale controllata, a un prisma con rapporto di aspetto 4: 1 e rapportando la deformazione di compressione longitudinale alla sollecitazione di compressione. La norma specifica due procedure: nel caso di un prodotto contenente leganti cementizi è necessario utilizzare il metodo 2. L'attrezzatura utilizzata per effettuare questa prova, si compone di due strumenti:

  • strumenti di misura di deformazione, estensimetri aventi lunghezza di misurazione di almeno 50 mm e una sensibilità massima di 50 micron/m in grado di fornire indicazioni continue rispetto della variazione lungo il tratto di misurazione;
  • pressa idraulica automatica con una capacità di 300 kN e 20 kN utilizzati per determinare la resistenza alla compressione.

Per ogni prova sono necessari tre campioni con dimensioni 40 mm x 40 mm x 160 mm. Il test inizia dopo che i campioni sono stati stagionati per 28 giorni in condizioni standard (20 °C, UR 95%). Il modulo secante si determina mediante la variazione di deformazione nel campione quando questo è caricato in modo da produrre una sollecitazione compresa tra 0,5 N/mm 2 (σ2) e 1/3 della resistenza a compressione (σc) del campione.

Pre-caricamento: collocare il provino, con gli strumenti di misura di deformazione collegati assialmente e posizionati centralmente nella macchina. Applicare una tensione di base di 0,5 N/mm2 (σ2) e registrare la deformazione. Aumentare uniformemente la sollecitazione ad una velocità costante entro l’intervallo (0,6 ± 0,4) N/mm2/ s fino al raggiungimento di una tensione pari 1/3 della resistenza a compressione (σc) del campione (σ1 = σc / 3). La velocità preferenziale per l’applicazione della sollecitazione è 0,6 N/mm2/ s. Mantenere la sollecitazione per 60 s e registrare le letture di deformazione che si verificano durante i successivi 30 s. Se le singole letture di deformazione non restano entro un intervallo pari al ± 10% del loro valore medio a (σ1), centrare di nuovo il provino e ripetere il ciclo di precarico. Qualora non sia possibile ridurre le differenze in un intervallo pari ± 10% del loro valore medio a σ1, non procedere con il test di carico. Effettuare ulteriori cicli di precarico, utilizzando la stessa velocità di carico e scarico, mantenendo le sollecitazioni (σ1 e σ2) ad una velocità costante per un periodo di 60 s.

Test di carico: dopo aver completato l'ultimo ciclo di precarico e per un tempo di 60 secondi sotto sollecitazione (σ2), misurare la variazione della deformazione a compressione (Δε) man mano che si aumenta la sollecitazione da σ2 a σ1, calcolando (Δσ) come la differenza tra i due livelli di sollecitazione applicati. Le misurazioni di (σ1) e (Δε) dovrebbero essere completate entro 30 s. Una volta che tutte le misurazioni sono state completate, rimuovere gli strumenti di misura della deformazione, se possibile, aumentare il carico alla velocità specificata, fino a quando si verifica la rottura del campione e calcolare la sollecitazione a rottura (σf). Se la resistenza a compressione del provino a rottura (σf) differisce da (σc) di oltre il 20%, ciò deve essere annotato nel rapporto di prova. Calcolare il modulo secante per ogni campione come rapporto tra (Δσ) e (Δε). Calcolare il modulo secante medio dei tre campioni, esprimendo il valore medio al più prossimo 100 N/mm2. Questa procedura di prova viene utilizzato per testare malte di riparazione.

 

Tipologia materiale Norma di riferimento Metodo di prova
massetti EN 13813
  •  
autolivellanti EN 13813
  •  
ripristino EN 1504-3 EN 13412
malte protezione superficiale EN 1504-2
  •  

 

Strumenti utilizzati per effettuare la prova: estensimetri di lunghezza 50 mm e sensibilità 50 μm/m, Pressa per cementi

 

La prova consiste nel misurare il modulo secante del campione applicando una forza di compressione assiale controllata a un prisma e rapportando la deformazione di compressione longitudinale alla sollecitazione di compressione.Lo scopo della prova è quello di misurare il modulo secante del campione applicando una forza di compressione assiale controllata a un prisma e rapportando la deformazione di compressione longitudinale alla sollecitazione di compressione.