UNI EN 13529

La resistenza del sistema di rivestimento all’attacco chimico severo si valuta esponendo una faccia della superficie protetta con il rivestimento, al liquido di prova, che può essere: benzina, carburante per aviazione, oli, gasoli, petrolio greggio, alcoli ed eteri glicolici, idrocarburi alogenati di vario tipo, ecc.

I provini che vengono sottoposti alla prova sono lastre di calcestruzzo di dimensioni minime 300mm x 200mm x 40mm realizzati con un calcestruzzo di prova (C 0.45) e con dimensione massima dell’aggregato di 8mm.

Una volta avvenuta la maturazione, le lastre di calcestruzzo, prima di essere rivestite, devono essere conservate per almeno 7 giorni in un ambiente avente temperatura di 21 ± 2 °C ed umidità relativa del 60 ± 10 %. A questo punto i provini vengono rivestiti, stagionati e conservati in conformità alle istruzioni del produttore.

L’apparecchiatura di prova consiste in un telaio metallico sul quale si poggia il provino, che viene poi bloccato da una o due coppe di acciaio a campana (camera a cassone di tipo a campana), avente diametro interno superiore a 100 mm. L’area sottoposta a prova è un cerchio di diametro superiore a 100 mm all’interno degli anelli incollati. Questa camera è collegata ad un serbatoio per aria compressa dotato di una valvola riduttrice di pressione attraverso un tubo per l’aria compressa. Infine un morsetto metallico fissa il dispositivo di pressione per la protezione delle superfici e un manicotto di gomma, inserito tra il sistema per la protezione delle superfici e la camera a cassone, garantisce la tenuta della camera a cassone. Uno o due anelli di materiale non poroso resistenti all’attacco del liquido di prova si incollano sul rivestimento con un sigillante o una colla resistenti all’attacco chimico al fine di contenere il liquido di prova.

La prova si può eseguire applicando una pressione di 1 bar e fissando la camera a cassone oppure senza applicare alcuna pressione, in questo caso però è necessario coprire l’anello incollato con un coperchio per evitare l’evaporazione del liquido di prova.

La durata della prova dipende dal campo di applicazione, tipicamente deve essere di 1, 3, 7, 28 o 90 giorni.

Dopo l’esposizione all’attacco chimico, si rimuove il liquido di prova, si asciuga la superficie e si esaminano i provini confrontandoli con un’area non esposta del campione. Le valutazioni riguardano il vescica mento, la sfaldatura, la fessurazione, le variazioni ottiche (per esempio colore e lucentezza), l’adesione o la durezza (se possibile) e la penetrazione del liquido di prova attraverso il rivestimento.

 

 

Tipologia materialeNorma di riferimentoMetodo di prova
autolivellanti EN 13813 EN 13529
malte da ripristino EN 1504-3 EN 13529
fuganti EN 13888
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impermeabilizzanti EN 14891
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malte protezione superficiale EN 1504-2 EN 13529